- Environmental Science, Earth Sciences, Cultural Heritage, Cultural Heritage Conservation, Science for Conservation and Restoration of Cultural Heritage, Atmospheric Science, and 22 moreMonuments, Conservation and Restoration of Historic Buildings and Monuments, Conservation and protection of monuments, Microclimatology, Climate Change, Air pollution, Hydrology, Environmental History, Meteorology, Historical Geography, Volcanology, Climate Change Impacts, Atmospheric Physics, Physical Volcanology, Precipitation, Acid Rain, Little Ice Age, Hydrogeology, Environmental Studies, Geophysics, Climatology, and Heritage Conservationedit
Research Interests:
Uno dei temi attorno ai quali I'AIQUA ha inteso sviluppare la propria attivita nel triennio 1998-2000 estato quello relativo all'evoluzione del c1ima degli ultimi 10.000 anni. Si epensato ad un approccio innovativo, che si awalesse della... more
Uno dei temi attorno ai quali I'AIQUA ha inteso sviluppare la propria attivita nel triennio 1998-2000 estato quello relativo all'evoluzione del c1ima degli ultimi 10.000 anni. Si epensato ad un approccio innovativo, che si awalesse della integrazione dei dati geo- logici con quelli naturalistici, archeologici, storici, ecc. Estato creato, pertanto, un gruppo di lavoro, formato da esperti nelle diverse discipli- ne, il cui obiettivo e stato quello di redarre degli extended abstract sulle ricerche ed i risultati di studi paleoclimatici afferenti a diversi marker. I markers sui significato dei quali si pubblica 10 stato dell'arte sono: Ie variazioni dei ghiacciai alpini, dellivello del mare, dei laghi, e della temperatura superficiale del mare; Ie serie di dati storici, dei pollini, Ie analisi su speleotemi e travertini ed i dati provenienti da ice co- re. Estato infine effettuato I'aggiornamento sulle calibrazioni e la metodologia delle datazioni 14C. L'arco temporale nell'ambito del quale si e deciso di indagare e l'Olocene, COSI come definito da Orombelli & Ravazzi (1996) e da Walker et al. (1999). A partire quindi da una eta 14C convenzionale di 10 ka BP, owero tra 11.263 e 11.549 anni BP secondo la calibrazione di Stuiver et al. 1998 (per I'atmosfera) owero 11.500 anni se ci si awale del conteggio degli annual glacial layer nella carota del GRIP. Gli Autori si sono riproposti di riassumere risultati e metodologie riferite a ricerche paleoclimatiche in ambito italiano con ampi riferimenti, quando possibile, a quello mondiale.
Research Interests:
Per conoscere a fondo i meccanismi delle variazioni climatiche ed ambientali è grande interesse il loro studio su base storica. Un'accurata ricostruzione della situazione climatico-ambientale dei secoli passati fornisce informazioni... more
Per conoscere a fondo i meccanismi delle variazioni climatiche ed ambientali è grande interesse il loro studio su base storica. Un'accurata ricostruzione della situazione climatico-ambientale dei secoli passati fornisce informazioni importanti su alcuni processi naturali rilevanti e sui loro meccanismi di attuazione, introducendone l'analisi fisica; permette infatti di tracciare un quadro generale realistico, utile nel confronto con quello attuale o con quello possibile nel futuro. La documentazione finora sondata a questo scopo copre 1500 anni, includendo così periodi di estremo interesse climatico e le varie fasi di transizione. Dallo studio di tali periodi, degli eventi eccezionali associati e dei cosiddetti "segni premonitori" si hanno notizie utili per la difesa da queste calamità, tra cui le possibili conseguenze dovute all'effetto serra. Saranno qui presentati gli eventi più significativi, relativi all 'Italia meridionale, fmora estratti dalla documentazione vagliata; seguirà il testo originale e i riferimenti bibliografici. L'interpretazione e l'ampliamento della banca dati sono in corso e verranno esposti nel prossimo futuro.
Research Interests:
Damage to crops due to the volcanic activity in Italy, over the last millennium Nel passato l'inquinamento antropico era limitato a zone relativamente ristrette, anche se localmente si potevano raggiungere concentrazioni notevoli;... more
Damage to crops due to the volcanic activity in Italy, over the last millennium
Nel passato l'inquinamento antropico era limitato a zone relativamente
ristrette, anche se localmente si potevano raggiungere concentrazioni notevoli;
tuttavia, nei secoli scorsi esso non raggiunse mai un livello tale da
elevare di molto quello di fondo, determinato sostanzialmente da fenomeni
naturali, tra i quali ad esempio gli incendi di boschi e l'attività vulcanica.
L'inquinamento naturale sul territorio italiano raggiunse un periodo di maggiore
intensità negli ultimi secoli a causa dell'attività vulcanica, per poi
diminuire in tempi recenti: tra il 1500 e il 1900 l'Etna, il Vesuvio, il Vulcano
e lo Stromboli ebbero una fase di elevata attività. Per queste ragioni nei
secoli scorsi si verificarono numerosi episodi ben documentati di acidificazione
dell'atmosfera che causarono darmi specialmente alla vegetazione.
Oltre alle piogge acide, queste emissioni vulcaniche causarono il fenomeno
della cosiddetta nebbia secca, consistente in una più o meno densa
caligine composta di gas e aerosoli, maleodorante, caratterizzata da un colore
rossiccio, che poteva comparire e permanere anche in condizioni di bassi
livelli di umidità relativa, come harmo evidenziato le misure psicrometriche
eseguite in tali occasioni. Pur potendo presentarsi anche in altre stagioni,
questo fenomeno appariva con la massima frequenza all'inizio della stagione
calda, e poteva persistere più giorni o settimane.
Queste nubi di gas e aerosoli vulcanici si formavano a fine primavera e
nell'inizio dell'estate quando le acque del Tirreno relativamente fredde causavano
localmente una forte stabilità atmosferica e l'anticiclone estivo determinava
dei periodi di calma di vento. In tali condizioni le emissioni vulcaniche
rilasciate a bassa quota potevano rimanere imprigionate nello strato
stabile per poi spostarsi versq la terraferma. L'analisi MESA ha messo in
evidenza il fatto che i picchi dello spettro di potenza dei tempi di ritorno
corrispondono a quelli dell'attività vulcanica, con una certa concordanza
anche con i cicli delle macchie solari (11 armi) e dell'attività eliomagnetica
(22 anni).
Le messi venivano seriamente darmeggiate e in seguito subivano frequenti
attacchi parassitari; la vegetazione presentava foglie scolorite con
numerose lesioni puntiformi, o necrosi ai (sintomatologia tipica dei floruri e
confondibile con lo stress idrico). Si ritiene che al danno contribuissero
particolarmente gli aero soli acidi che, aderendo a lungo al tessuto fogliare;
potevano distruggere la protezione naturale della foglia lasciandola esposta
alle aggressioni ambientali e provocare le necrosi osservate. Il fenomeno era
tanto frequente, che nei testi di meteorologia agraria della metà del 1800 si
distingue tra nebbie secche caustiche che creano danno alla vegetazione e
nebbie umide che invece la favoriscono.
L'episodio più importante avvenne nel 1783; fu dovuto all'attività di vulcani
islandesi (cui si aggiunsero quelli italiani) e durò parecchi mesi su tutto
il territorio europeo e su buona parte dell'emisfero nord includendo Europa,
Asia e Nord America con danni a persone, animali e vegetazione. Simili
estensioni raggiunse anche la nebbia secca che fece seguito all'eruzione del
Vesuvio del 1831. Dal 1500 a oggi occorsero alcune decine di nebbie secche
di cui si è trovata una sufficiente documentazione; la frequenza di questi
eventi culminò tra la metà del 1700 e quella del 1800.
Si ha motivo di credere che il fenomeno, ben documentato neit;::mpi passati,
possa essere ancora attuale e possa ancora causare seri danni alla vegetazione,
sia nell'Aspromonte (che dista circa 80 km da questi vulcani nella
direzione dei venti prevalenti e dove sono stati accertati danni ai boschi), sia
in altre parti d'Italia.
Nel passato l'inquinamento antropico era limitato a zone relativamente
ristrette, anche se localmente si potevano raggiungere concentrazioni notevoli;
tuttavia, nei secoli scorsi esso non raggiunse mai un livello tale da
elevare di molto quello di fondo, determinato sostanzialmente da fenomeni
naturali, tra i quali ad esempio gli incendi di boschi e l'attività vulcanica.
L'inquinamento naturale sul territorio italiano raggiunse un periodo di maggiore
intensità negli ultimi secoli a causa dell'attività vulcanica, per poi
diminuire in tempi recenti: tra il 1500 e il 1900 l'Etna, il Vesuvio, il Vulcano
e lo Stromboli ebbero una fase di elevata attività. Per queste ragioni nei
secoli scorsi si verificarono numerosi episodi ben documentati di acidificazione
dell'atmosfera che causarono darmi specialmente alla vegetazione.
Oltre alle piogge acide, queste emissioni vulcaniche causarono il fenomeno
della cosiddetta nebbia secca, consistente in una più o meno densa
caligine composta di gas e aerosoli, maleodorante, caratterizzata da un colore
rossiccio, che poteva comparire e permanere anche in condizioni di bassi
livelli di umidità relativa, come harmo evidenziato le misure psicrometriche
eseguite in tali occasioni. Pur potendo presentarsi anche in altre stagioni,
questo fenomeno appariva con la massima frequenza all'inizio della stagione
calda, e poteva persistere più giorni o settimane.
Queste nubi di gas e aerosoli vulcanici si formavano a fine primavera e
nell'inizio dell'estate quando le acque del Tirreno relativamente fredde causavano
localmente una forte stabilità atmosferica e l'anticiclone estivo determinava
dei periodi di calma di vento. In tali condizioni le emissioni vulcaniche
rilasciate a bassa quota potevano rimanere imprigionate nello strato
stabile per poi spostarsi versq la terraferma. L'analisi MESA ha messo in
evidenza il fatto che i picchi dello spettro di potenza dei tempi di ritorno
corrispondono a quelli dell'attività vulcanica, con una certa concordanza
anche con i cicli delle macchie solari (11 armi) e dell'attività eliomagnetica
(22 anni).
Le messi venivano seriamente darmeggiate e in seguito subivano frequenti
attacchi parassitari; la vegetazione presentava foglie scolorite con
numerose lesioni puntiformi, o necrosi ai (sintomatologia tipica dei floruri e
confondibile con lo stress idrico). Si ritiene che al danno contribuissero
particolarmente gli aero soli acidi che, aderendo a lungo al tessuto fogliare;
potevano distruggere la protezione naturale della foglia lasciandola esposta
alle aggressioni ambientali e provocare le necrosi osservate. Il fenomeno era
tanto frequente, che nei testi di meteorologia agraria della metà del 1800 si
distingue tra nebbie secche caustiche che creano danno alla vegetazione e
nebbie umide che invece la favoriscono.
L'episodio più importante avvenne nel 1783; fu dovuto all'attività di vulcani
islandesi (cui si aggiunsero quelli italiani) e durò parecchi mesi su tutto
il territorio europeo e su buona parte dell'emisfero nord includendo Europa,
Asia e Nord America con danni a persone, animali e vegetazione. Simili
estensioni raggiunse anche la nebbia secca che fece seguito all'eruzione del
Vesuvio del 1831. Dal 1500 a oggi occorsero alcune decine di nebbie secche
di cui si è trovata una sufficiente documentazione; la frequenza di questi
eventi culminò tra la metà del 1700 e quella del 1800.
Si ha motivo di credere che il fenomeno, ben documentato neit;::mpi passati,
possa essere ancora attuale e possa ancora causare seri danni alla vegetazione,
sia nell'Aspromonte (che dista circa 80 km da questi vulcani nella
direzione dei venti prevalenti e dove sono stati accertati danni ai boschi), sia
in altre parti d'Italia.
Research Interests:
The evolution ofr elative sea level (RSL) in Venice, Italy, is crucial for the safeguarding of the city and it is now possible to extend our knowledge back to 1350, including the whole Little Ice Age and modern global warming. The... more
The evolution ofr elative sea level (RSL) in Venice, Italy, is crucial for the safeguarding of the city and it is now possible to extend our knowledge back to 1350, including the whole Little Ice Age and modern global warming. The existing tide gauge record is extensive, going back to 1871, but it is affected by the superposition of multidecadal swings and short-term fluctuations, including both natural and manmade forcing factors. A biological proxy, i.e. the green algae belt reported on paintings made with the help of a camera obscura by the Venetian painters Canaletto and Bellotto (eighteenth century) and Veronese (sixteenth century), helps us to go back to 1571. This paper presents an exceptionally long series (i.e. 664 years) and adds a novel proxy: the submersion of water stairs of the historic palaces facing the Grand Canal. Originally, the bottom step of the water stairs was built in relation to the sea level and the slippery algae belt, while today, the water stairs are mostly submerged. An underwater survey of 78 water stairs has provided new data about the RSL since 1350. The results show that RSL in Venice was always rising at an increasingly fast rate. By subtracting local land subsidence (LLS) from RSL, absolute (eustatic) sea level (ASL) has been calculated. For both RSL and ASL, the apparent acceleration is +0.0030 ± 0.0004 mm year−2. This figure becomes unstable when the record length is reduced. A discussion is made about the interpolation functions, i.e. the second-order polynomial and the exponential that provide almost the same best-fit over the common period. The RSL and ASL trend lines and the possibility of turning points are also discussed and compared with other scholarly studies. A eustatic turning point is suggested for the mid fifteenth century, consistent with the literature. However, the comparison between scholarly papers is difficult due to geographic and geological differences between sites and record durations.
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" Presents updated scientific and technological findings based on the novel European standards on microclimate and cultural heritage Includes the latest information on experimental research on environmental factors and their impact... more
" Presents updated scientific and technological findings based on the novel European standards on microclimate and cultural heritage
Includes the latest information on experimental research on
environmental factors and their impact on materials, such as the
behavior of water and its interactions with cultural heritage materials
Contains case studies of outdoor and indoor microclimate conditions and their effects, providing ideas for readers facing similar problems caused by heat, water, radiation, pollution, or air motions
Covers instruments and methods for practical applications to help
readers understand, to observe and interpret observations, and avoid errors"
Includes the latest information on experimental research on
environmental factors and their impact on materials, such as the
behavior of water and its interactions with cultural heritage materials
Contains case studies of outdoor and indoor microclimate conditions and their effects, providing ideas for readers facing similar problems caused by heat, water, radiation, pollution, or air motions
Covers instruments and methods for practical applications to help
readers understand, to observe and interpret observations, and avoid errors"
Research Interests: Cultural Heritage, Atmospheric Physics, Cultural Heritage Conservation, Environmental Monitoring, Air pollution, and 7 moreApplied thermodynamics, Lightning, Conservation and Restoration of Historic Buildings and Monuments, Museology, Museography, Temporary Exhibitions, Microclimate, Enviromental Engineering, and Dampness In Buildings
Climatic Change is a journal dedicated to the problem of climatic variability and change in its entirety its descriptions, causes, implications and interactions. For this reason it welcomes contributions of a multidisciplinary nature,... more
Climatic Change is a journal dedicated to the problem of climatic variability and change in its entirety its descriptions, causes, implications and interactions. For this reason it welcomes contributions of a multidisciplinary nature, based on extensive research projects which advance our ...
Research Interests:
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The book reports the results of the EU funded project "Climate for Culture" developed under the 7th Framework Programme under Grant Agreement No. 226973
the book is a cutting-edge, theoretical and practical handbook focused on the conservation of cultural heritage objects as they relate to microclimatic and environmental factors. This unique handbook is devoted to applying the theories... more
the book is a cutting-edge, theoretical and practical handbook focused on the conservation of cultural heritage objects as they relate to microclimatic and environmental factors. This unique handbook is devoted to applying the theories for environmental conservation to practice by coupling relevant case studies with updated scientific and technological findings. The approach is not only rigorous and comprehensive, but also provides many friendly discussions and examples. The book is a practical reference for conservators who focus on the works of art and specialists who work in the multidisciplinary fields of environmental science, micrometeorology and atmospheric physics.
Key features:
-includes the latest information on experimental research on environmental factors and their impact on materials, such as the behaviour of water and its interactions with cultural heritage materials;
-contains case studies of outdoor and indoor microclimatic conditions and their effects, providing ideas for readers facing similar problems caused by heat, water, radiation, pollution and air motions;
- covers instruments and methods for practical applications to help readers to understand, to observe and interpret observations, and to avoid errors;
- presents the novel European standards on microclimate and cultural heritage
Key features:
-includes the latest information on experimental research on environmental factors and their impact on materials, such as the behaviour of water and its interactions with cultural heritage materials;
-contains case studies of outdoor and indoor microclimatic conditions and their effects, providing ideas for readers facing similar problems caused by heat, water, radiation, pollution and air motions;
- covers instruments and methods for practical applications to help readers to understand, to observe and interpret observations, and to avoid errors;
- presents the novel European standards on microclimate and cultural heritage
Research Interests: Cultural Heritage, Cultural Heritage Conservation, Technologies Applied to Cultural Heritage, Cultural Heritage Management, World Cultural Heritage, and 2 moreScience for Conservation and Restoration of Cultural Heritage and Built Heritage, Cultural Heritage, Urban Art, Urban Design, Urban Regeneration Through Art, Urban Light, Urban Development, Rehabilitation, Reuse of Industrial Buildings.
This paper discusses the concept of historic climate under some different points of view. The historic climate for the specific case of buried archaeological monuments: its respect warrants the conservation of archaeological monuments... more
This paper discusses the concept of historic climate under some different points of view. The historic climate for the specific case of buried archaeological monuments: its respect warrants the conservation of archaeological monuments arrived in reasonably good conditions. These aspects are particularly relevant for archaeological monuments for which the historic climate constitutes an excellent test to verify whether the past conditions have been suitable, and to which extent. An example is made with the Thracian tomb in Alexandrovo, Bulgaria. The historic climate as a reference for risk assessment in times of global warming; it is a useful reference to assess risks or evaluate the impact of climate changes. The historic climate for collections composed of organic hygroscopic materials, as introduced by the EU standard EN15757: 2010. This is a basic concept for the conservation of organic hygroscopic materials that have been adapted to some climate conditions and cannot tolerate dimensional changes and mechanical stress. The EN15757: 2010 standard, however, advices against potential conflict with other negative situations, e.g. pest infestation, break down through hydrolysis of the cellulose molecule. The historic climate and church heating according to the EU standard EN15759-1: 2011.
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Vengono brevemente ricordati i problemi scientifici che si dovettero affrontare per garantire il microclima più adatto per la conservazione degli affreschi nella Cappella Sistina, allora in fase di restauro. Questi possono essere... more
Vengono brevemente ricordati i problemi scientifici che si dovettero affrontare per garantire il microclima più adatto per la conservazione degli affreschi nella Cappella Sistina, allora in fase di restauro. Questi possono essere sintetizzati come segue. La conoscenza del microclima della Cappella e dei fattori perturbanti. Come ridurre la deposizione del particolato sospeso e l’annerimento delle superfici affrescate.
Valutare le conseguenze del riscaldamento ad aria calda allora esistente e come sostituirlo con un sistema di climatizzazione più avanzato. A che condizioni
microclimatiche si sarebbe dovuto fare riferimento ai fini progettuali e di utilizzo del nuovo sistema di climatizzazione. Rivedere l’illuminazione esistente: luce solare diretta dalle finestre e illuminazione artificiale. Era possibile ridurre l'impatto del turismo culturale di massa e renderlo sostenibile? Gli studi si basarono su due principi: era preferibile agire in termini di prevenzione; il microclima era la chiave
per risolvere molti problemi conservativi.
Valutare le conseguenze del riscaldamento ad aria calda allora esistente e come sostituirlo con un sistema di climatizzazione più avanzato. A che condizioni
microclimatiche si sarebbe dovuto fare riferimento ai fini progettuali e di utilizzo del nuovo sistema di climatizzazione. Rivedere l’illuminazione esistente: luce solare diretta dalle finestre e illuminazione artificiale. Era possibile ridurre l'impatto del turismo culturale di massa e renderlo sostenibile? Gli studi si basarono su due principi: era preferibile agire in termini di prevenzione; il microclima era la chiave
per risolvere molti problemi conservativi.
